I sure feel strange, but it sure feels good aka Non Volevo aprire nessun Portone. L’ho Trovato Sfondato

Ho fatto il vaccino per la polio e gli orecchioni… E poi… vediamo… cos’ho fatto dopo? Ah, sì, poi ho fatto quello per la scarlattina, la pertosse e il morbillo… Poi sono caduto dalle scale!

Charlie Brown – Charles M.Schulz

 

e succede che non doveva succedere.
mi sono presa una cotta micidiale..

io mi innamoro, mi innamoro spesso, mi innamoro di tutto..mi prendo proprio le fisse..
e ogni tanto è peggio del solito..di solito porta guai, per me almeno..

con le cose è facile:
mi innamoro di un paio di scarpe, le guardo tutte le mattine appena mi sveglio..me le posso forse permettere? me le compro..non me le posso assolutamente proprio permettere? me le faccio regalare..vado in fissa, conviene a chi mi sta vicino.
mi innamoro di un piatto: lo mangio fino ad odiarlo..divento monotona, è poco divertente anche portarmi fuori a cena…
mi innamoro di una canzone: la canto la suono la ascolto fino a quando non mi innamoro di un altra, poi ogni tanto la ritiro fuori ( non sono brava chiudere le relazioni neanche con le canzoni), una botta di ricordi.. a chi mi sta intorno sanguinano le orecchie..mio fratello una volta mi ha lanciato un disco dalla finestra ( non esisteva ancora l’ipod, o se esisteva io non lo sapevo) non ho potuto dargli torto.

però le cose, quelle sono gestibili..è un po’ un rapporto univoco, nessun rischio: tu le ami loro stanno là e si fanno amare..

con gli esseri umani è tutta un’altra storia..
Ad esempio, mi sono presa una fissa per la batteria..ad ogni concerto passavo ore a fissare quel fantastico assemblamento di tamburi (così mi hanno spiegato)..ad un certo punto non è bastato più guardare, volevo essere proprio io a suonare..facile: trova insegnante, compra bacchette e suona..
mi sono presa una fissa per uno…e non è facile come al solito, mi sa che non coglie i miei messaggi da se ti ignoro ci sarà un perché : non so gestire gli atri esseri umani, non so gestire un’incapacità comportamentale tutta mia, sono una frana..
la prima volta che mi sono innamorata me la ricordo. Umberto, ero in prima elementare, andavamo a scuola dalle suore insieme, gli lasciavo dei disegni non firmati di nascosto nella tasca della giacca, gli portavo la mia merenda dicendo che io non avevo fame ed ero contenta quando mi mandavano a scuola anche di sabato perché c’era anche lui…credo di avergli a stento detto ciao…e forse tirato uno spintone una volta.

la seconda volta anche me la ricordo: Ivan. era bellissimo, biondo, occhi azzurri , lo guardavo da lontano, dall’ultima fila in classe, e sognavo, sognavo ad occhi aperti un futuro in cui lui sarebbe stato un principe e io la sua principessa..ho imparato a giocare a calcio per passare l’intervallo con lui..ma a dirgli che ero innamorata di lui era stato mio fratello dopo che aveva trovato delle lettere che io ,non avevo mai avuto il coraggio di consegnargli..mio fratello gliel’ha detto io l’ho picchiato, poi ho picchiato anche mio fratello..poi lui si era trasferito, io ero disperata…
ed era anche il tempo di Marco se ne è andato e non ritorna più,
ero davvero ancora più disperata cazzo.

poi sono cresciuta, ma la situazione non è migliorata, cotte infinite, innamoramenti impossibili, in cui io non solo non sono mai stata in grado di dire qualcosa, ma addirittura negavo..negavo l’evidenza, negare negare sempre negare..come se fosse la peggiore malattia possible.
i fidanzati mi sono capitati per sbaglio, non me ne sono accorta, altrimenti avrei sicuramente fatto qualcosa per fermarli..
quindi mi trovo qui , con la maturità emotiva di una dodicenne, a scrivere letterine anonime al bambino carino che mi fa dimenticare tutto quando entra dalla porta..a fantasticare e sospirare..
pensavo di essere guarita e invece

e invece mi toccherà convincere mio fratello a dirglielo.

e comunque è sempre tutta colpa della disney

Aver paura d’innamorarsi troppo,
non disarmarsi per non sciupare tutto,
non dire niente per non tradir la mente,
è un leggero dolore che però io non so più sopportare

Lucio Battisti – aver paura di innamorarsi troppo


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