Why Should I Try To Resist aka Panegirico di Sogni Infantili

Dovresti apportare un radicale cambiamento al tuo stile di vita, cominciando con coraggio a fare cose che mai avresti pensato di fare o che mai hai osato. Se vuoi avere di più dalla vita devi liberarti della tua inclinazione alla sicurezza monotona e adottare uno stile più movimentato che al principio ti sembrerà folle, ma non appena ti ci sarai abituato, ne assaporerai il pieno significato e l’incredibile bellezza. Per cui vattene da Salton City e mettiti sulla strada. Ti garantisco che sarai felice di averlo fatto. Temo però che il mio consiglio non verrà ascoltato. Dici sempre che sono testardo, ma tu lo sei ancora più di me. Hai avuto una meravigliosa opportunità sulla via del ritorno di vedere uno dei paesaggi più belli della terra, il Grand Canyon, qualcosa che ogni americano dovrebbe vedere almeno una volta nella vita. Eppure, per qualche ragione a me incomprensibile, non desideravi altro che arrivare a casa al più presto, tornare nei luoghi che vedi giorno dopo giorno. Temo che in futuro continuerai a seguire questa inclinazione e non riuscirai di conseguenza a scoprire tutte le cose meravigliose che il Signore ha disposto intorno a noi.

Into the Wild – Jon Krakayer

praticamente si è avverato un sogno..ho visto i Take That..

qualcuno forse saprà che ho un serio problema con i concerti, la musica dal vivo in generale, ma questo qui lo aspettavo da tempo, da quando ero una bambina e la mia vita era ancora tutta sogni possibilità opportunità e pane&nutella..oggi, come molti essere umani adulti:

ho smesso di cenare a pane&nutella ( anche se con la giusta dose di booze in corpo e ad una certa ora non mi nego niente e i risultati si vedo tutti: ho di nuovo le tette)…

..in realtà ho dovuto iniziare a dare un taglio anche a qualche sogno: oggi lo so che non sarò mai una bambina prodigio, una teen superfamosa, la donna più giovane ad essere stata sulla luna eccc….

però dicevamo: concerti..

quando ero piccina non si portava portare i bambini ai concerti..o meglio in casa mia no: ferie voleva dire alba, 3 ore di macchina in mezzo al traffico che facevo prima ad andare a piedi, “giornata di gioia e giubilo in spiaggia”**, altra coda di tre ore per tornare a casa alle 9 di sera: ripetere per tutto il mese di agosto o fino al primo accenno di crollo nervoso dell’adulto responsabile di turno;  lo si faceva perché SI DOVEVA FARE, figuriamoci fare sforzi per altro…per cose che non si DOVEVANO fare..

il tempo veniva giustamente occupato per riuscire a stare al mondo..

quindi..musica..

i take that: nonostante mio padre  mi abbia cresciuta a colpi di de andre, battiato, mannoia, bennato e arbore, i miei zii a Cure, Nirvana, Clash, Ranieri ( ranieri si, massimo ranieri..perdere l’amore per capirci) e u2; la mia prima scelta autonoma post cristina d’avena sono stati i magnifici ragazzi di manchester..

piangevo ascoltando Pray e Babe..sapevo a memoria i balletti di Relight My fire e Everything Changes..mi struggevo con la cassetta che andava in loop giornate intere..

logico, logico nella testa di una bambina innamorata, concerto evento:i take that a milano..”papà posso andare?””no” “papà mi porti?????””no””ti prego ti prego ti prego ti prego ti prego ti prego ti pregooooooooooo”( ripetuto in loop per giornate intere, accompagnato da pianti, puntate di piedi, disperazione,struggimento, mio fratello che rideva e mi pigliava per il culo in sottofondo..)ma nulla..a nulla sono valsi i miei sforzi e le mie preghiere.

poi loro si sono sciolti, hanno distrutto i miei sogni, non c’era possibilità..non li avrei mai più visti, non avrei mai sposato Mark Owen.

e il mio primo vero concerto è stato quello dei Ricchi e Poveri, a Budrio, ad una festa dell’unità a cui eravamo stati abbandonati, quando ancora non c’erano i cellulari, durante una caldissima notte d’estate..una di quelle cose da raccontare quando ci si trova tutti con le gambe sotto a un tavolo e si raccontano le disavventure di una vita.

poi ne ho visti tanti, di concerti, ho visto quasi tutti quelli che volevo vedere della gente ancora in vita per poterla vedere..ho anche quasi toccato il culo a Steven Tyler..Ho anche sviluppato una Modalità Concerto, comportamento per il quale la mia dolce littlesist mi odia: in un modo o nell’altro ( solitamente menando qualcuno) io devo arrivare sotto il palco.

faccio outing, è ora: sono una groupie in piena regola..mi trasformo in un essere umano schifoso quando si tratta di musica, se c’è da picchiare ragazzine per arrivare sotto il palco alzo i gomiti, se c’è da aspettare che forse escano gli artisti mi metto comoda, se c’è da corrompere buttafuori tiro fuori i doni di madre natura ( il sorriso e gli occhi dolci), se c’è da correre per le città per arrivare in stanze d’albergo faccio l’autostop..ho contagiato mia sorella, facile: è intelligente e ha capito fin da subito che si deve fare; sto lavorando su mamma e papà: uno all’anno lo vengono a vedere e si adeguano al modus operandi.

per un concerto ho anche superato la mia fobia di guidare in autostrada..causa di forza maggiore, mi sono distratta e mi sono dimenticata che mi venivano gli attacchi di panico..

e quindi sto giro ho visto i take that..sono di parte, lo ammetto, ma loro sono stati meravigliosi, 40anni e sentirne neanche la metà; erano solo in tre ma sembravano 77..sono ancora più belli di come li ricordavo; ora sono tentata di prendere un aereo per manchester e fargli la posta sotto casa: sposerò Mark Owen, ho ritrovato la speranza.

il nocciolo del discorso è che se sono riuscita vedere i take that che si erano sciolti e quindi era una cosa praticamente impossibile, tutto è possibile, anche che un giorno mi paghino per andarci ai concerti..per un motivo qualsiasi potrebbero pagarmi, qualcuno verrà pur pagato oltre alla gente sul palco..non ho ancora capito quale ma lo troverò.

**non ricordo se ho già aperto quel buco nero delle “felici giornate al mare”, controllo, se non l’ho fatto poi ve le spiego..se no già ve l’ho spiegato

 

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