Your Ass Belongs To Me aka Variabilità Di Prospettive

Qualsiasi cosa gli uomini dicano di me comunemente (so bene infatti quanto sia cattiva la reputazione della pazzia anche tra i più pazzi), l’argomento che sto per esporre basta largamente a dimostrare che sono io qui presente, io qui presente, dico, e nessun altro a rallegrare uomini e dèi con la mia potenza divina. Eccola [sic] prova: non appena mi sono presentata a parlare in questa riunione affollatissima, tutti i visi sono stati improvvisamente rischiarati da una nuova e non comune allegria, avete spianato immediatamente la fronte, mi avete applaudito con un riso amabile e pieno di benevolenza, tanto che tutti voi presenti mi sembrate ebbri del nettare degli dèi omerici con accompagnamento di nepente, mentre prima ve ne stavate seduti cupi e preoccupati, come se foste appena tornati dall’antro di Trofonio.

Elogio della follia – Erasmo da Rotterdam (traduzione di Luca D’Ascia)

 

 

ultimamente ho avuto la fortunata fortuna di farmi milano avanti e indietro in macchina..anzi, di rimanere bloccata, semplicemente ferma in mezzo al traffico, in mezzo a un incrocio, in mezzo alla strada tra me casa e il luogo di quella cosa che qualcuno definirebbe lavoro ( io preferisco pensarlo come il mio armadio grande)..

e io che mi lamentavo del tempo in treno…il tempo in treno è fantastico…ogni tanto, quando sono davvero davvero stanca e magari è inverno e fa freddo freddo freddo, arrivo anche a sperare che faccia un po’ di ritardo: sapete quando dopo una giornata in piedi, a sorridere, ad essere gentile ed educata nonostante richieste assurde, quelle giornate in cui anche tornare a casa sembra una fatica insormontabile, finalmente, magari dopo aver dovuto fare quel paio di km a piedi, al freddo, sotto la pioggerellina fastidiosa, arrivi a sederti, al caldo, al silenzio ( spengo anche la musica per godermi la pace)( e accade davvero di rado che io non faccia andare la musica) e il dondolio del treno ti concilia un po’ l’abbiocco pesante e il pensiero di dover scendere a breve ti spezza il cuore…

Io devo giusto fare 100 metri dal treno fino a casa…ma sembrano difficilissimi..

Se poi non sei stanco in treno puoi fare un sacco di cose:

  • recuperare rapporti sociali: prendi il telefono e cerchi di capirne qualcosa delle 177 notifiche di WU delle chat varie ed eventuali..non le leggi, non tutte, non è fattibile; bastano di solito le ultime 5 battute per capire che il discorso è finito in vacca e rispondere con una emoticon ad hoc
  • leggere ( se non c’è campo) ( difficile poter mollare il telefono con una tacca, per leggere ci sarà sempre quel buco di tempo in cui non ti cacherà nessuno ): ho sempre almeno due libri in borsa, non so di che umore sarò , e voglio poter scegliere, sempre. Al momento sto leggendo 14 libri contemporaneamente, nessuno lì lì per essere finito..
  • giocare con i Minion o Angry Birds o Temple Run : connection not required..e in più a ogni livello mi dìsento una cavalla!
  • fare amiczia con i pendolari accanto a te, e scoprire che tu ti lamenti, ma c’è gente che lo fa da trent’anni e che arrivata in stazione deve pure prendere la macchina o UN AUTOBUS!!!!!!!
  • meditare( fatto giuro, c’è un app)
  • trucco e parrucco ( per la gioia dei miei compagni: in pochi apprezzano l’odore dello smalto, ma quando hai fretta hai fretta)
  • scrivere…scrivere
  • concludere gli acquisti on line della giornata: (a. causa delle continue interruzioni da parte di gente che pretendeva che tu lavorassi nel tuo orario di lavoro, hai dovuto caricare e ricaricare il carrello almeno 20 volte…)direi che è un acquisto che può considerarsi più che ponderato.

comunque.. mentre me ne stavo lì in macchina, bloccata senza poter ne scendere ne salire ne scendere ne salire, guardavo la gente accanto a me ( che cambiava nonostante io non mi muovessi di un millimetro ( dannato murphy)), mentre ascoltavo i deliri della miaionchi, e immaginavo tutte le conversazioni che stavano avendo: erano tutte, sembravano tutte abbastanza concitate…

ho spento la maionchi, giusto per qualche minuto..ho tirato fuori gli abba e ho trovato la colonna sonora a quelle conversazioni e gli ho cambiato umore..

immaginate un distinto uomo sulla sessantina che al telefono urla “Does Your Mother Know” incazzato nero..

nella vita è tutta questione di punto di vista e di colonna sonora.

tutto cambia se ascolti la musica giusta



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