Sometimes the stars decide aka elogio alla carta da pacchi

Luca Questo Natale si è presentato ……….
Concetta ……. Come comanda Iddio. Questo pure l’avete detto.
Luca E questo pure l’abbiamo detto ….. ( sbadiglia, si gauara intorno come per cercare qualcosa che lo interessi, non sa nemmeno lui precisamente cosa. Poi realizza a un tratto e come temendo una risposta spiacevole chiede allarmato) ‘O Presepio … Addò stà ‘o Presepio?
Concetta (esasperata) là, là, nessuno te lo tocca.
Luca (ammirando il suo lavoro) Quest’anno faccio il più bel Presepio di tutti gli altri anni. Pastorella, o’ terzo piano, mi ha incontrato per le scale e mi ha detto che lo fa pure lui il Presepio. Mi ha detto: “ facciamo la gara ”. Sta fresco …… Lo voglio far rimanere a bocca aperta. Ho fatto pure i disegni, i progetti. (alla moglie) Conce’ ‘a colla l’hai squagliata?
Concetta (sgarbata) Lucarie’, io adesso mi sono alzata. Se mi date il permesso di vestirmi per andare a fare la spesa, bene, e se no ci sediamo e ci mettiamo agli ordini del Sig Luca Cupiello (siede e incrocia le braccia) che comandate
Luca (aggressivo) non l’hai squagliata ancora?
Concetta No.
Luca E io aieressera che te dicette? “ domani mattina, appena ti svegli, prima di fare il caffè, squaglia la colla perché se no non posso lavorare e il Presepio non è pronto per domani”.
Concetta (si alza di scatto prende il barattolo della colla e si avvia per la sinistra) ecco pronto, andiamo a scarfare a’ colla, così stamattina mangiamo, colla! Quando viene Natale è un castigo di Dio! (esce e si sente la sua voce che si allontana) colla, pastori …. puzza e pittura!
Luca (gridando come per sopraffare gli apprezzamenti della moglie) sei vecchia, ti sei fatta vecchia! (finalmente decide di alzarsi; scende dal letto si avvicina alle sacre immagini sul comò, e facendo un piccolo inchino e sollevando lo sguardo mistico verso i santi, si fa il segno della croce; si avvicina alla sedia ai piedi del letto, prende i pantaloni lisi e se li infila non senza difficoltà; poi torna verso il comodino, si mette in testa il berretto appeso alla testata del letto, tenta di bere il caffè, ma il cattivo sapore lo costringe a sputare il sorso; ancora tremante per il freddo, si rimbocca le maniche della camicia sbadiglia e si avvia verso il lavabo; intona la stessa litania con cui Concetta ha svegliato lui, per svegliare il figlio Tommasino) Tummasi’, Tummasi scètate songh’e nnove (tommasino non risponde) Io lo so che stai svegliato, è inutile che fai finta di dormire (rieme la bacinella di acqua, si insapona le mani e di tanto in tanto si rivolge ancora a Tommasino) Tummasi scètate songh’e nnove. E’ questo che vuoi fare! Vedete se è possibile: nu cetrulo luongo luongo che dorme fino a chest’ora! Io, alla tua età, alle sette e mezza saltavo dal letto come un grillo per accompagnare mio padre che andava a lavorare. Lo accompagnavo fino alla porta, ci baciavo la mano ….. perché allora c’era il rispetto per il genitore si baciava la mano, chiudevo la porta e poi me ne tornavo e mi coricavo un’altra volta. (ora si insapona la faccia e si lava il viso abbondantemente. Non trova l’asciugamani e fa sforzi incredibili perché i rivoli d’acqua non gli corrano per la schena. Finalmente trova l’asciugamani e si asciuga il volto. Si rivolge al figlio con più autorità) Hai capito, svegliati? (visto che tommasino non gli risponde, abbozza, per quieto vivere) E’ meglio ca nun te dongo retta, se no ci facciamo la croce a prima mattina.
Tommasino (raggomitolato e sprofondato sotto le coperte reclama) ‘A zuppa ‘e latte

Natale in Casa Cupiello – Eduardo De Filippo

 

tutti abbiamo un sogno..e io?

si avvicina il giorno del massacro delle carte regalo…migliaia di fogli luccicanti decorati colorati, debitamente architettati, verranno distrutti in mille pezzi in pochi secondi..ore passate a scegliere la fantasia adatta, lo spessore, i materiali, buttate in un attimo di ingordigia..

..ogni anno,anche quest’anno, centinaia di migliaia di dita soffrono per i tagli da carta ( avete sentito anche voi un brivido lungo la schiena al ricordo, lo so) per un lavoro mai adeguatamente apprezzato..

quando ero piccola io non esistevano le carte da regalo, cioè, probabilmente esistevano, ma giuro che non si usavano:

  • io la mattina della befana ( a napoli i regali si fanno alla befana, ai bambini, punto…Natale rimane una festa sacra: s’ magn’) mi alzavo, o meglio, uscivo dal letto ( le notti erano insonni a causa della visita della zia di turno travestita da befana, che voleva essere simpatica, ma come ho detto e ci tengo a sottolineare: vooooleva, invece provocava notti insonni e terrori*) e davanti al camino trovavo i miei giocattoli nuovi nuovi..se erano troppo ingombranti erano in salotto debitamente montati….niente carta
  • nonna mi dava la mazzetta: rotolino di carta moneta efficientemente infilato in tasca ( non si doveva vedere quanto ti dava, se no si capiva che aveva preferenze ( mio fratello)) così profondamente da farti cadere i pantaloni..niente carta
  • gli adulti si scambiavano beni commestibili, quando andava bene, al massimo c’era la carta del salumiere
  • nonna preparava le calze per tutti, nel senso di riempire calzini e collant, in qualche modo e nonostante le appurate misure diverse, riusciva a dare a tutti la stessa quantità di caramelle e ferrerò roche, la precisione di un cecchino e niente carta
  • se dovevi o volevi per forza incartare qualcosa usavi la carta del giornale, che poi veniva appallottolata e trasformata in un pallone, perfetto per giocare in casa
  • se proprio proprio un adulto di fuori veniva a fare visita e portava un regalo incartato, questa veniva conservata con cura per gli anni a venire, bene inestimabile da riusare in occasioni speciali che  mai si presenteranno sufficientemente speciali ( io da nonna in eredità ho ricevuto una catenina e della carta da regali, oltre al corredo naturalmente)

comunque, torniamo a noi:

caro babbo natale, letterina in ritardo, lo so lo so..

ritardo cronico ricordi? (già che ci sei vedi di sistemare pure quello)

comunque, se amazon mi può consegnare entro venerdì i regali ordinati stamattina, sono sicura possa fare un paio di cose pure tu..

dicevamo dunque:

caro babbo natale, ho controllato, non sono stata brava quest’anno

dovevo dovevo dovevo e invece, invece ci si mette sempre la dannata vita di mezzo, che vuoi farci, non è una scusa, giuro , non cerco di fare quella de “non è stata colpa mia””non potevo””non sapevo”.

sono stata cattiva perché avrei potuto in verità, ma non ho fatto..sono arrivata alla conclusione che nella mia storia sia decisamente arrivato il momento di un Cliffhanger**: non ho regole ,da seguire o evitare, che traccino la mia strada, non ho capacità organizzative quotidiane, ne a breve ne a medio termine, nessuno o nulla mi impedisce di fare niente,

quindi scelgo..

scelgo, (scegliere libera) , scelgo di mettermi nei guai, e per la gioia mia e di tutti sono a posto così.

qualcuno aspetta con una certa ansia e trepidazione questo post (mamma e pochi più), una sorta di linea guida, una specie di risposta alternativa a “cosa vuoi?””Un Pony”(…ci mettiamo che non è solo natale ma pure un certo anniversario che si avvicina e il clima di terrore che ho impiegato anni a coltivare adeguatamente, così che chiunque fosse molto accorto nel farmi un regalo)…ecco io non voglio niente..ho tutto..tranne il pony

o meglio, mi sono già comprata tutto il comprabile, e se non l’ho comprato vuol dire che necessito di incontrare l’arabo (precedentemente conosciuto come Un Buon Partito) che me lo compri..

quest’anno ho fatto da me, babbo bello tu se puoi opera miracoli, sennò stai in ferie che tanto è uguale***

* cioè tu stai a letto, nel tuo bel letto caldo di bambino,consapevole che la mattina troverai dolci e regali ad aspettarti..dormi quieto e nel bel mezzo della fase rem vieni svegliato da una vecchia vestita di stracci, che alla luce di una candela ti guarda e ghigna, dietro di lei tua madre e le altre infami madri che ridono alla tua espressione terrorizzata

**Il cliffhanger è un espediente narrativo usato in letteratura, nel cinema, nelle serie televisive e in altre forme di fiction, in cui la narrazione si conclude con una interruzione brusca in corrispondenza di un colpo di scena o di un altro momento culminante caratterizzato da una forte suspense. In genere, un cliffhanger conclude un episodio (per esempio di una serie televisiva, o di una storia a fumetti o romanzo a puntate), con l’intento di indurre nel lettore o nello spettatore una forte curiosità circa gli sviluppi successivi (e quindi il desiderio di acquistare il prossimo volume o di guardare la prossima puntata).

*** mamma la busta va sempre bene

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