I could tell you just how much

C’ero una volta io, ma non andava bene. Mi capitava di incontrare gente per strada e di scambiarci due parole, e per un po’ la conversazione era simpatica e calorosa, ma arrivava sempre il momento in cui mi si chiedeva: “Chi sei?” e io rispondevo “Sono io”, e non andava bene. Era vero, perchè io sono io, è la cosa che sono di più, e se devo dire chi sono non riesco a pensare a niente di meglio. Eppure non andava bene lo stesso: l’altro faceva uno sguardo imbarazzato e si allontanava il più presto possibile. Oppure chiamavo qualcuno al telefono e gli dicevo “Sono io”, ed era vero, e non c’era modo migliore, più completo e più giusto per dirgli chi ero, ma l’altro imprecava o si metteva a ridere e poi riagganciava.
Così mi sono dovuto adattare. Prima di tutto mi sono dato un nome, e se adesso mi si chiede chi sono rispondo: “Giovanni Spadoni”. Non è un granchè, come risposta: se mi si cihedesse chi è Giovanni Spadoni probabilmente direi che sono io. Ma, chissà perchè, dire che sono Giovanni Spadoni funziona meglio. Funziona tanto bene che nessuno mai mi chiede chi è Giovanni Spadoni: si comportano tutti come se lo sapessero.
Invece di chiedermi chi è Giovanni Spadoni gli altri mi chiedono dove e quando sono nato, dove abito, chi erano mio padre e mia madre. Io gli rispondo e loro sono contenti. E forse sono contenti perchè credono che io sia quello che è figlio di Tizio e Caia e padre di questo e di quello. Il che non è vero, ovviamente: non c’è niente di speciale nel posto tale o talaltro, o in Tizio e Caia. Se fossi nato altrove, in un’altra famiglia, sarei ancora lo stesso, sarei sempre io: è questa la cosa che sono di più, la cosa più vera e più giusta che sono. Ma questa cosa non interessa a nessuno: gli interessa dell’altro, e quando lo sanno sono contenti.
Una volta c’ero io, e non andava bene. Adesso c’è Giovanni Spadoni, che è nato a X e vive a Y e così via. E io non sono niente di tutto questo, ma le cose vanno benissimo.

La Filosofia in 52 favole – Ermanno Bencivenga

…(…to continue https://just2minutes.me/2014/01/02/everyone-says-they-dont-know

quindi..

ero rimasta al punto “ForrestGump” : la cosa che la via è fatta di cioccolatini e ogni tanto ti capita quello ripieno di merda..

io ho fortuna..lo so..i miei ripieni sono sempre commestibili

e sottolineo pure che se posso stare qua a lamentarmi del ripieno del cioccolato vuol dire la cioccolata me l’hanno regalata..

talmente tanti cioccolatini da scartare che all’improvviso ho alzato la testa e mi sono accorta che è quasi estate (per me è relativamente quasi estate: ormai è marzo, poi viene Pasqua e poi ho tutti i concerti…praticamente sono già sul traghetto di ritorno da formentera..)

la vita capita fortunatamente, che uno lo voglia o no..è qualcosa che mi è chiaro da poco onestamente, ma che mi ha permesso di dare valore diverso a tutto ciò che accade..

perché qualsiasi cosa succeda rossella aveva ragione e il giochino di aspettare mezzanotte per un altro giorno inizia a funzionare..

la vita capita, dicevamo, anche quando si fa di tutto per impedirlo..voglio dire: se io aspettassi il momento giusto per fare le cose è estremamente probabile che non mi alzerei neanche dal letto (la cosa del letto però vale per un bel po’ di gente: esiste realmente un momento giusto per abbandonare il piumone?nocredo!)

alcune delle cose migliori della mia vita sono successe nel momento sbagliato..

….I saldi mi succedono nel momento sbagliato..daiiii!!dopo le feste???A.non mi è rimasta una lira ( euro per i più giovani senza memoria storica);
B.è probabile che la metamorfosi della figura dovuta all’inspiegabile impossibilità di essere sazi porti a procrastinare nuovi acquisti aka mi metto a dieta poi sta roba non mi va!!(..anche se in questo caso io compro borze);
C. L’obbligo di simpatia dovuto alle feste, mi causa necessità di disintossicazione da sorrisi forzati e “STOBENISSIMOETU?” ,che spinge ad evitare luoghi affollati.

…Decidi che per ottimizzare i tempi puoi andare a fare la spesa, comprare le sigarette, pisciare il cane in quello stato caotico che rispecchia abbastanza fedelmente la maniera in cui rotoli fuori dal letto la mattina, convinta che tanto: chi cacco c’è in giro a quest’ora?
La risposta è: il mondo, sempre il mondo..tutti ma proprio tutti e hanno avuto anche il tempo di andare ad extrememakeover…mentre tu puoi solo nasconderti dietro occhiali scuri, anche se fuori piove, annusarti senza date troppo nell’occhio in fila in cassa per essere certa che si, quel profumo arriva da te..
….La risposta all’annuncio di lavoro all’estero fatta un non mi ricordo quando fa, arriva il giorno dopo che hai firmato il rogito della casa..

….Cenare in un ristorante stellato il quarto giorno di dieta..che è peggio del primo ( la inizi domani, poco danno) perché hai sopportato quei tre giorni di fame e ti senti motivato perché ce la stai facendo e poi..puff: la motivazione si sgonfia più velocemente del soufflé che hai davanti..

….O il giorni che decidi che puoi dedicarti a un po’ di sano egoismo sentimentale..aka l’antica quanto incompresa arte del vaccheggiamento..e invece al primo colpo ti innamori e rimani inesorabilmente incastrato anche se non era per niente quello che cercavi, quello che pensavi, quello che credevi..viene fuori che come un sacco di cose al momento sbagliato, era esattamente quello di cui avevi bisogno.

20140311-214813.jpg

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. ylian89 ha detto:

    Questi discorsi me li faccio in testa ogni giorno

    1. just2minutes ha detto:

      La Fatica è metterli in ordine e dargli un senso

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