Till she kissed me and said, baby, please Go all the way

Oggi, ogni tanto, voltandomi indietro, ripenso alla mia vita come un lungo discorso che ho ascoltato. La retorica a volte è originale, a volte piacevole, a volte inconsistente (il discorso dell’incognito) a volte maniacale, a volte pratica, a volte come l’improvvisa puntura di un ago, e io l’ascolto da tempo immemorabile: come pensare, come non pensare; come comportarsi, come non comportarsi; chi detestare e chi ammirare; cos’abbracciare e quando scappare; cos’è entusiasmante, cos’è massacrante, cos’è lodevole, cos’è superficiale, cos’è sinistro, cos’è schifoso, e come restare un’anima pura. Si direbbe che parlare con me non sia un ostacolo per nessuno. Questa forse è una conseguenza del mio essere andato in giro per anni con l’aria di chi aveva un gran bisogno che qualcuno gli rivolgesse la parola. Ma qualunque ne sia la ragione, il libro della mia vita è un libro di voci. Quando mi chiedo come sono arrivato dove sono, la risposta mi sorprende: “Ascoltando”

I Married A Communist – Philip Roth

avrei dovuto…

avrei dovuto fare un sacco di cose in più..avrei bisogno di raddoppiare le giornate..che vi devo di: c’ho provato..ho cercato di scappare la mia vera natura, sonon un essere umano pigro e ripetitivo..ho fallito, di nuovo.

ma i si mi hanno portata a tante cose nuove, coraggio e stupidità che senza una birra di troppo in corpo avrei fatto faticafatica ad affrontare..

ripeto che vi posso di: io mi sono divertita..

mi sono fatta un esame di coscienza però, non completo, avrei perso decisamente troppo tempo, un esame del terzo e quarto cassetto del cervello: le ragioni del mio fallimento dipendono da si inutili che mi hanno bloccata fermata e ostacolata nella mia lotta alla massima espressione della superficialità.

quindi per rimediare ho deciso di dire no..no a tutto quello che no è necessario e vitale..no a tutto quello che non voglio fare.mi perdoni chi verrà offeso sul cammino della mia disfatta degli obblighi sociali.

devo canalizzare al meglio le contate forze che  la vita da pendolare mi lascia..

non so perchè noi poveri esseri camminanti questa terra abbiamo il vizio di dire si a ciò che non vogliamo e no a quel che desideriamo..ecchecavolo già si deve stare a dieta: patatine?nooo grazie, ho proprio voglia di sognino e tonno al naturale, cioè mi sono svegliata proprio con questo desiderio, che ti devo dire a me il desiderio di focaccia farcita non mi viene…

no…seriamente..la vita già è complicata dipersè, perchè peggiorarla?

vuoi venire al cinema? c’è una rassegna su Zhang Yimou..noooooooo!!!voglio vedere i puffi!!!!

un sushi per cena????noooooooooo voglio una pizza!!!

concerto di brahms?nooooo…voglio andare a fare serata vestita fluo con la faccia dipinta fluo dei tacchi stupidamente alti e un vestito eccessivamente corto..

ecco, lo so che siete d’accordo con me, ma non volete ammetterlo: dovrei guardare il telegiornale e invece guardo la defilippi, faccio outing..voglio godermi il mio tempo a come mi pare..

ahh..e poi devo tornare sui libri..quindi…è una scelta obbligata da me scelta..e la nuova missione di quest’anno..

la testa me la sfascio da sola

che la forza sia con me?

alla lista dei si vorrei aggiungere solo una cosa..anche se fuori tempo massimo: pizza sasiccia e friarielli. Lo so, una campanilista come me, non l’avevo mai assaggiata…ora non smetterò più..

20131030-010203.jpg

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