Let you show me how I see it – pochissimo + troppo poco

il

Immaginiamo di essere seduti, voi e io, in una stanza silenziosa affacciata su un giardino, a parlare del più e del meno e a sorseggiare una tazza di tè verde, e che il discorso cada su un fatto avvenuto tanto tempo prima e che io vi dica: «Il pomeriggio in cui incontrai quell’uomo… fu il più bello della mia vita, e anche il più brutto». Sono convinta che mettereste giù la vostra tazza e replichereste: «Be’, com’è possibile? Era il più bello o il più brutto? Una cosa esclude l’altra!». Di solito riderei di me stessa, dichiarandomi d’accordo con voi, ma la verità è che il pomeriggio in cui incontrai il signor Tanaka Ichiro fu al tempo stesso il migliore e il peggiore della mia vita. Mi era sembrato un uomo così affascinante che persino il sentore di pesce che proveniva dalle sue mani aveva un che di profumato. Ma, se non l’avessi conosciuto, sono sicura che non avrei mai fatto la geisha.

Memoirs of a Geisha – Arthur Golden

 

con tutte le cose nuove che sto imparando ho paura di dimenticarmi quelle vecchie..

a ben pensarci sono un sacco le cose che ho imparato e mo mi sono dimenticata…cielo quanta fatica..

se solo lo avessi saputo…quanto tempo in più avrei potuto passare a riposarmi gli occhi??

ok..ci sono effettivamente quelle cose che pure se le hai dimenticate aiutano a capire e ad imparare il passo successivo; ma c’è anche della roba veramente inutile di cui non ho memoria e per cui un pò mi gira pure averle cancellate..

naturalmente se ricordassimo tutto lo spazio nel cervello sarebbe praticamente saturo..però dopo le notti insonni a cercare di capire come risolvere gli integrali è una granrotturadicipolleinagrodolce non saperlo più fare..

la cosa ha anche risvolti pericolosi..

ho fatto ginnastica artistica per sette anni o più: verticali ruote rondate sbarra ponti….ecco..il ponte dall’alto…riuscivo a fare quella cosa della verticale..senxa muro..e ricadere a terra facendo il ponte dall’alto…ero sicura di non essermene dimenticata…volevo dimostrarlo l’altro giorno..lo ha dimostrato la mia faccia al pavimento..
Idem per la spaccata..riesco ancora ad andare giù, il problema è sorto quando ho dovuto camminare per i due giorni successivi..
Da piccola poi mi avevano insegnato tutte le cose che na’ gnignurin addafà..cucire compreso. Per imparare ad attaccare i bottoni alla splendida età di 4 anni, true story, ho raccolto dai cassetti della cucina tutti i tovaglioli, pure quelli del servizio buono, e gli ho cucito sopra tanti bei bottoni..tutti quelli che trovavo..a costo di staccarli dalle camicie. Fiera della mia opera sono tornata a giocare e ad attività adeguate alla mia età..giorni dopo, mia madre, apparecchiando per il pranzo della domenica, ha avuto da dire la sua sul mio esercizio di cucito.
Ora non dico di non ricordare come si attacchi un bottone o si rammendi un calzino..ma usavo anche la macchina da cucire che sembravo uno dei topi di Cenerentola..ora la guardo con un certo timore..un oggetto di cui non capisco l’uso..proprio o improprio che sia..e visti i miei conti in sartoria non sarebbe stato male non aver perso la memoria

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