A slip and slide a head trip heaven -229 + 42

Se non voglio lasciare tutto questo, come mai ho spinto Tom ad un’inutile discussione con Stanley Chowder sui valori immobiliari? Per far piacere a Tom, penso. Per dimostrargli che può contare su di me come fautore del progetto, anche se sappiamo tutti e due che il nuovo Hotel Esistenza è fondato su <<chiacchiere e basta>>. Sto al gioco di Tom per dimostrare che sto dalla sua parte e perchè lui lo apprezza, sta al mio gioco. E’ un esercizio reciproco di lucido autoinganno. Non ne verrà mai fuori nulla, quindi possiamo continuare a sognare inisieme senza badare alle conseguenze. Adesso che abbiamo attirato anche Stanleey nel nostro piccolo gioco, comincia quasi a sembrare reale. Ma non lo è. Rresta solo aria fritta e fantasia impotente, un’idea falsa come il manoscritto di Hawthorne di Harry – che probabilmente non esiste nemmeno. Ma questo non vuol dire che i gioco non sia divertente. Bisognerebbe essere morti per non avere il gusto di parlare di cose strambe, e qual’è i lmiglior posto per farlo che una collina in mezzo a un silenzioso nulla del New England?

Paul Auster – The Brooklyn Follies

La cosa del fare cose nuove era una scusa per imparare cose nuove..su di me..naturalmente, sono egocentrica e egoreferenziale..che lo dico a fare…
Intendo..se non sai fino a cosadoveequando puoi arrivare come fai a sapere quanto coraggio hai???
Soffri di vertigini? NO!….poi ti ritrovi su un ponte a fare bunjijumping e ti vengono le gambe di MrPotato( si smontano, scappano e ti lasciano li come una deficiante )
Ad esempio da bambina pensavo di soffrire di claustrofobia, poi un pomeriggio pur di vincere a nascondino mi sono fatta chiudere in una valigia in un ripostiglio…mi hanno lasciata lì un po’..non soffrivo veramente di claustrofobia fortunatamente..però ho rischiato di morire per asfissia..e ho anche scoperto che avrei fatto qualsiasi cosa pur di vincere…
…qualche giorno fa però ho imparato una cosa nuova su di me facendo una cosa che ho fatto un numero indefinito di volte: sono passata a trovare Cozzilo, ed entrando in casa sua mi sono persa un attimo…avete presente il flash di tutta una vita che ti passa davanti prima di morire? ecco..così…ho guardato lo stesso giardino: in cui ho passato pomeriggi interi ad imparare a studiare con gli occhi chiusi controllando di tanto il maturare dell’abbronzatura, in cui ho imparato a bere i fondi di bottiglia e combattere con le api, dietro cui mi sono imboscata per non limonate in pubblico, in cui ho pianto riso e parlato veramente troppo…e mi sono accorta di non essere per niente la persona che ero stata..faccio ancora tutte quelle cose, ma non posso non realizzare di avere una prospettiva competamente diversa, oltre a non più il fisico per i fondi di bottiglia..

comunque in un mese troppe cose sono accadute..sarà anche il mese più corto dell’anno ma ho cercato di rivoluzionare, verità mi hanno rigirato la vita come un calzino contro la mia volontà, più e più volte…

. ho chiesto e non avuto..è il rischio di chiedere..

. non ho chiesto e avuto..è il rischio di farsi coinvolgere troppo dalle vite delle persone che ami..quindi ci sposiamo..abbiamo un matrimonio da organizzare..ok..pollino si sposa..ma rivoluziona le vite di tutte..

. ho chiesto e avuto..ho un lavoro..un miracolo, lo dico perchè me lo devo tenere, noncisonocazzi come si usa dire in queste situazioni..mi tocca fare la pendolare fino ad esurimento debiti almeno, ma o questo o la parcheggiatrice abusiva, ma anche lì sarebbe complicato, dovrei eliminare delle vite per conquistare il territorio ( che sarebbe comunque più facile che vincere un concorso pubblico o che un santo mi risponda al cv)

ne ho immaginate di cose nella mia vita, ma mai, mai, ggggiuro mai avrei pensato di ritrovarmi a 29 anni a passare le mie giornate a vestire la moglie dell’ambasciatore statunitense e a provare abiti di paillettes, a sfogliare sposa bella e fare ricerche sulle location, ad innalzare le parole di enzo miccio a dictatum imprescindibili, a correre tra metro e tram per poter tornare a casa, a contare i giorni di ramadan e cercare di capire con una miratissima terapia di gruppo, basata più che altro sul consumo di birra, : “che ho fatto di sbagliato sto giro?””niente piccola…verità?meglio sola!!!””no..non è vero..la spesa in pile non la voglio affrontare”.

quindici anni fa mi pensavo vecchia a questa età, mia madre che mi ripete: alla tua età io avevo già te tuo fratello una casa un matrimonio e un lavoro, non aiuta penienteproprio…

mi vedevo già grande..sistemata..mò pure nonna mi minaccia : scart’ scart’ si furnut ‘ndo scart..

ora devo tornare a smistare abiti da sposa..poi cercherò di capire cosa fare da grande..

Keaton always said, “I don’t believe in God, but I’m afraid of him.” Well I believe in God, and the only thing that scares me is Keyser Söze.

Roger “Verbal” Kint – The Usual Suspects

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