What happend to the rose red cheeks -292

Luca ~ Ah, già. (prende la tazza dopo aver inforcato gli occhiali. Sbadiglia) Cuncé, fa freddo fuori ?
Concetta ~ Si, Lucarié, fa freddo. (spazientita) Fa freddo! E basta.
Luca ~ Eh… questo Natale si è presentato come comanda Iddio. Co’ tutti i sentimenti si è presentato. (beve un sorso di caffè, e subito lo sputa) Che bella schifezza che hai fatto, Cuncé!
Concetta ~ (risentita) E già, mo le facévemo ‘a cioccolata! (alludendo al caffè) È nu poco lasco ma è tutto cafè.
Luca ~ Ma perché vuoi dare la colpa al caffè, che in questa tazza non c’è mai stato ?
Concetta ~ (mentre cerca in un cassetto qualcosa di personale: delle forcine, un pettine, un rocchetto di filo bianco) Ti sei svegliato spiritoso?
Luca ~ Non ti piglià collera Cuncé. Tu sei una donna di casa e sai fare tante cose. Per esempio, ‘a frittata c’ ‘a cipolla, come la fai tu non la sa fare nessuno. È una pasticceria. Ma ‘o ccafè non è cosa per te.
Concetta ~ (arrabbiata) E nun t’ ‘o piglià… tu a chi vuoi affliggere.
Luca ~ Non lo sai fare e non lo vuoi fare, perché vuoi risparmiare. Col caffè non si risparmia. È pure la qualità scadente: questa puzza ‘e scarrafone. (posa la tazza sul comodino) Concetta fa freddo fuori?
Concetta ~ (arrabbiatissima) Si Lucarié, fa freddo assai: fa freddo! Ma che si’ surdo?
Luca ~ Cuncè, ma che t’avesse data na mazzata ncapa?
Concetta ~ Me l’he addimandato già tre volte; fa freddo.
Luca ~ Questo Natale si è presentato…
Concetta ~ …Come comanda Iddio. Questo pure l’avete detto.
Luca ~ E questo pure l’abbiamo detto… (sbadiglia, si guarda intorno come per cercare qualche cosa che lo interessi, non sa nemmeno lui precisamente cosa. Poi realizza ad un tratto e come temendo una risposta spiacevole chiede allarmato) ‘O Presepio… addò stà ‘o Presepio?
Concetta ~ (esasperata) Là, là, nessuno te lo tocca.
Luca ~ (ammirando il suo lavoro) Quest’anno faccio il più bel presepio di tutti gli altri anni. Pastorella, ‘o terzo piano, ha detto che lo fa pure lui il Presepio. Mi ha detto: “facciamo la gara”. Sta fresco… lo voglio far rimanere a bocca aperta. Ho fatto pure i disegni, i progetti. Voglio fare una cosa nuova: sopra ci metto tutte casette novecento… Concé, ‘a colla l’hai squagliata?
Concetta ~ (sgarbata) Lucarié, io adesso mi sono alzata. Se mi date il permesso di vestirmi per andare a fare la spesa, bene, e se no ci sediamo e ci mettiamo agli ordini di Lucariello. (siede e incrocia le braccia) .
Luca ~ (aggressivo) Non l’hai squagliata ancora?
Concetta ~ No.
Luca ~ E io aieressera che te dicette? “Domani mattina, appena ti svegli, prima di fare il caffè, squaglia la colla, perché se no non posso lavorare e il Presepio non è pronto per domani”.
Concetta ~ (si alza di scatto, prende il barattolo della colla e si avvia per la sinistra) Ecco pronto, andiamo a squagliare la colla, così stamattina mangiamo colla! Quando viene Natale è un castigo di Dio! (esce e si sente la sua voce che si allontana) Colla, pastori… puzza ‘e pittura!

Eduardo De Filippo – Natale in casa Cupiello

dovrebbe essere il momento dell’anno in cui si fanno bilanci..cose tipo: ho fatto questo, ho sbagliato là, ho avuto un colpo di culo quando…l’ho presa sonoramente tra le guance posteriori li…

ma non fa per me…io ho le sfide…so già cosa faccio bene e cosa faccio male per il mondo..non ho bisogno di una data del calendario per masturbarmi ulteriormente il cervello..

poi questo è un periodaccio per me..natale, le luci gli alberelli, la felicità…queste ostentazioni..non fanno me..

io faccio serata il lunedì…il sabato sera ho la febbre di solito…in senso fisico proprio..

quando sei piccola le vacanze di natale sono uno spettacolo…all’improvviso, inaspettatamente..più o meno, io segnavo anche i minuti sul diario; per 15 giorni non devi svegliarti, affrontare il buio e il freddo alle sette di mattina, passare 5 ore (quando ti va bene, io in quanto figlia di genitori lavoranti e familiari non pervenuti da questa sponda del Pò, dovevo fare tutti i giorni il rientro..)(sono cose che ti segnano..gggiuro) incatenata ad un banchetto, a quattro mura, a troppe regole…

per 15 giorni dormi…mangi un sacco di cioccolata..fai colazione con una tazza gigante di cocopops (aka la scatola) e latte e plasmon (aka la stecca), non ti lavi la faccia,guardi cartoni animati e gli stessi identici film che solo qualche anno dopo avrai imparato ad odiare..era bellissimo…

a napoli c’era una sola cosa che mi metteva un pò di ansia: i parenti…un sacco di parenti…che si presentavano inannunciati a qualsiasi ora del giorno e della notte; dovevi essere lì pronto a proporre le guance, se non peggio, verso zie e cugini di quale grado, un esercizio di memoria che oggi neanche i migliori corsi di brain training potrebbero aiutarti ad affrontare,

“ro, a’ zi luciella nun t’arricuord?ma comm? a sor da cuggin da figj da nepot da zi mari?!!!”

“vienaccà….damm nu vas!”

ripetete questa scena ad intervalli regolari di 10 minuti, rimpite gli intervalli con qualsiasi sorta di cibo: rococò, mustaccioli, susamielli, raffiuolli e struffoli , ( cibo non sempre toccabile: “a nò, m pozz’ mangià nu biscott?””né tuccà!!!!si vene coccun pò nun ce stann”) e avrete un immagine abbastanza realistica delle mie feste..

uno dei miei momenti preferiti era il momento del gioco..

da una nonna si giocava a tombola…il numero dei partecipanti rasentava la trentina alle volte, e quando tu bambino chiedevi ” neh, ma a pozz chiammà i a tombl?””no tu no. si criatur!!po nun z capisc”..bhe li capivi la serietà a cui si arriva..

dall’altra nonna erano le carte a farla sovrana…di solito 7 e 1\2..lì ho visto nascere la cattiveria, l’ingordigia, persone che ignorando il limite di scommessa a 10000 lire si giocavano case figli e mariti..(ogni riferimento a fatti e persone realmente esistenti è assolutamente cercato),discussioni che si portavano avanti fino alla befana..partite che non finivano prima delle 6 di mattina..

“ma’…voj i a durmì ì, sto stanc!””aspetta a mamm…mo ce lev tutt e sord a mimmott e ce ne jammo”

vorrei poter vivere sempre quei natali…vorrei aspettare sempre la felicità di stare insieme e nient’altro..regali non ce ne erano e non si aspettavano..al massimo era la mazzetta…ma erano soldi…li cambiavi in monete e dopo 1 ora li avevi persi tutti..

ora le feste assomigliano un pò di più alla Covelli: e anche questo Natale se lo semo levate dalle palle…aka un mese di rotture di palle per 10 secondi di libidine…regolare

per i buoni propositi io aspetto che inizi l’anno, voglio vedere che aria tira…per il momento…oh grazie eh!:)

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